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Morte Maradona, la calciatrice Paula Dapena rifiuta il minuto di silenzio, ecco il motivo

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Rifiuta minuto di silenzio

Nella giornata di ieri tutta la Serie A e tutte le manifestazioni sportive in generale hanno omaggiato Diego Armando Maradona, scomparso qualche giorno fa. Ma c’è una calciatrice che s’è rifiutata di farlo, lanciando pesanti accuse al Pibe De Oro.

Morte Maradona, una calciatrice si rifiuta di omaggiarlo: “uno stupratore, pedofilo e molestatore”

Ieri giornata dedicata all’omaggio a Diego Armando Maradona, dalla Serie A alle Serie minori ad altri sport, tutti stretti in un unico abbraccio per ricordare il calciatore più forte di tutti i tempi.

Non tutti però hanno deciso di omaggiare il Pibe de Oro, tra queste anche una giovane calciatrice, Paula Dapena, del Viajes Interrias FF, squadra femminile della seconda divisione argentina, che si è rifiutata di osservare il minuto di silenzio in programma per omaggiare Maradona.

Le parole di Paula Dapena

La calciatrice si è seduta a terra dando le spalle e successivamente ha spiegato il perchè del suo gesto:

pochi giorni fa, nel giorno contro la violenza di genere, questi gesti non sono stati fatti e se non è stato osservato un minuto di silenzio per quelle  vittime, non sono disposta a farlo per uno stupratore” le parole di Paula a Pontevedra Viva.

Mi sono rifiutata di osservare un minuto di silenzio per ricordare uno stupratore, pedofilo e molestatore. Così ho deciso di sedermi sul pavimento e voltare le spalle. Per essere un giocatore devi prima essere una persona e avere valori, al di là delle doti calcistiche che aveva mostrato di avere in campo“.

«Le mie compagne di squadra mi guardavano e sorridevano perché sapevano che non l’avrei osservato. Pochi giorni fa, nella Giornata contro la violenza verso le donne, non sono stati fatti gesti di questo tipo, quindi io non sono disposta a farlo per lui… Per essere un giocatore, devi essere innanzitutto una persona e avere dei valori, al di là delle capacità sportive che possedeva, che sappiamo fossero spettacolari».

La calciatrice galiziana ha raccontato che l’allenatore della squadra rivale si è avvicinato a lei — alla fine del primo tempo — per chiederle i motivi del suo geto: «Gliel’ho spiegato e mi ha detto che neanche lui era d’accordo … Si è congratulato con me». Cosa penso? «Non penso di aver mancato di rispetto a nessuno, mi sono seduta per terra e sono rimasta zitto. Avrei potuto gridare e rompere il minuto, ma ho rispettato tutti quelli che volevano farlo».

Voi siete d’accordo con questo gesto?


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