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Leo Messi, perchè lascia il Barcellona: i motivi, il discorso del presidente Laporta, e il futuro

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Leo Messi

Leo Messi dice addio al Barcellona ora è ufficiale. Il mancato accordo tra Messi e il Barcellona sul rinnovo del contratto ha fatto il giro del mondo. Tutti i siti e i quotidiani sportivi hanno riportato la notizia.

Leo Messi dice addio al Barcellona: è ufficiale

L’annuncio della separazione tra Messi e il Barcellona, rende il calciatore argentino svincolato e libero di firmare con un nuovo club. Sono tanti i tifosi a sognare in questo momento.

Una foto postata su Instagram da Neymar, che ritrae Messi insieme all’ex compagno e agli altri giocatori del PSG (Paredes, Di Maria e Verratti) durante le vacanze non sarebbe piaciuta al Barcellona. Il club di Al-Khelaifi, da tempo, sta pensando di portare Messi a Parigi.

Perché il Barcellona non ha potuto rinnovare con Messi

“Non abbiamo margini di trattativa”, ha spiegato il presidente Laporta in merito alla rottura tra Messi e il Barcellona. Il motivo principale è dettato dal tetto salariale imposto dalla Liga al barcellona, limite passato da 656,43 a 347 milioni di euro con norme ancora più stringenti per i club che l’hanno superato nel 2020/21 (tra i quali il Barça).

Il Tweet di Tebas: “Il fondo CVC non ipoteca il Barça”

Attraverso i suoi profili social, il presidente della Liga precisa alcune dichiarazioni di Laporta, una in particolare, ovvero quella sull’ipoteca del Barcellona per 50 anni in caso di rinnovo di Messi: “Ciao Joan Laporta sai che l’operazione CVC non ipoteca i diritti televisivi del Barcellona per 50 anni, quello che fa è dare più valore a tutti i club in questo modo potrai saldare con le banche il grande debito”. Il fondo CVC è intervenuto per sostenere la Liga in un momento di difficoltà economica globale.

Il Barcellona e Messi: un’amore durato 21 anni

Una storia d’amore quella tra Messi e il Barcellona durata 21 anni. Una rottura per “motivi economici e strutturali” nonostante la volontà reciproca di proseguire. Era il 2000, quando un tredicenne Leo Messi arrivava al Barcellona,  battendo ogni record, e scrivendo la storia del calcio. Al suo debutto con la prima squadra del Barcellona, nel 2003, il club catalano vantava in bacheca una Coppa dei Campioni, 16 campionati e 24 Coppe del Re. Oggi Messi lascia il Barça con 5 Champions League, 26 campionati e 30 Coppe del Re.

Il futuro di Leo Messi

Il futuro di messi sembra già disegnato, la pista più naturale porta ai francesi, che hanno già avviato i contatti. Il club di Al-Khelaifi è il favorito per piazzare il grande colpo e riportare Messi a giocare con Neymar. Sullo sfondo il Manchester City, l’unica altra squadra con la forza economica per concludere un’operazione a cifre astronomiche.

Il discorso integrale del presidente del Barcellona Laporta

“Sono qui per spiegare i motivi per cui si è arrivati alla situazione di Messi. L’esito non è stato positivo, perché gli incassi e la massa sportiva rappresentano una voce importante nel bilancio e noi non abbiamo un margine per i salari che rispettino i limiti de La Liga”

“I debiti del club sono importanti e allora abbiamo dovuto analizzare i contratti in essere e dunque tutto questo ci mette in difficoltà per i margini salariali. Le norme de La Liga ci hanno messo in difficoltà e per questo non abbiamo potuto depositare i contratti che abbiamo discusso con Messi. Risulta che il Barcellona avrebbe dovuto sostenere un’operazione che per il club sarebbe stata diversa da quella che avevamo pianificato. Quando abbiamo dovuto prendere la decisione le cose sono cambiate e non abbiamo potuto fare altrimenti”. 

“Voglio dirvi che i motivi per cui si è arrivati a questo punto dipendono dalla situazione economica del club e dal peso economico del giocatore. Avremmo voluto sostenere questa spesa, ma non abbiamo margini salariali. La gestione precedente è stata difficile e quindi non abbiamo possibilità di sistemare questa situazione e abbiamo deciso di prendere l’unica strada possibile perché altrimenti avremmo messo a rischio il club”

“Voglio anche dirvi che Leo voleva rimanere al Barcellona, ma nel momento in cui ci siamo parlati, abbiamo capito che non c’era possibilità. Sapevamo del Fair play finanziario e dei limiti salariali e abbiamo provato a gestire una situazione che poi non siamo riusciti a risolvere”

“Leo lascia un’ottima eredità. È stato il giocatore di maggior successo nella storia del club, ha lasciato un segno splendido nella storia del Barça. Il migliore finora. Spero che possiamo superare questa cosa e ora inizia una nuova era. C’è un prima e un dopo Leo. Leo Messi è stato un riferimento. Quella che abbiamo nei suoi confronti è un’eterna gratitudine”.

“Non voglio dare false speranze a nessuno, quello che è certo è che le trattative si sono interrotte e il giocatore ha altre proposte. C’è un limite di tempo perché inizia il campionato ma anche per il giocatore che deve fare valutazioni e riflettere sul suo futuro per capire se le altre soluzioni per lui saranno migliori”. 

“Abbiamo valutato tutto, anche i pagamenti, Leo era d’accordo, il giocatore è sempre stato presente, pensavamo di poter trovare una soluzione per queste limitazioni, ci sono criteri che in altri Paesi funzionano e abbiamo provato a introdurre questi processi anche qui, poi abbiamo parlato di un contratto di 5 anni che Leo ha nuovamente accettato, abbiamo pensato anche al post Messi. Lo avevamo pensato per le norme del Fair play ma poi abbiamo sentito La Liga e dopo un’attenta analisi tecnica e condividendo le regole de La Liga abbiamo capito che non era possibile andare avanti per la sostenibilità del club”

“Per darvi un’idea su che limite di stipendii potremmo stare vale la regola del 4 a 1. Per avere 25 milioni di stipendi dobbiamo liberarne 100. Sono tanti giocatori. La direzione sportiva sta lavorando per ridurre la massa stipendi e ci sono alcuni giocatori con cui abbiamo trovato un accordo, ma con altri non è così facile. Siamo in un terreno molto paludoso, che comporta molti rischi per il club e richiede tempo. Contando quanto pianificato con Leo, eravamo arrivati al 110% della massa salariale rispetto al reddito del club. È una conseguenza degli investimenti eccessivi che sono stati fatti. Perché Kun, Memphis o Emerson sono arrivati? Sono venuti al Barça accettando alcune condizioni che sono da apprezzare. L’ingresso di questi giocatori non è paragonabile al rinnovo di Leo Messi”.

Laporta: “Non mi sento in colpa”

“Non mi sento affatto in colpa. Abbiamo fatto di tutto perché Messi continuasse al Barça, in questa situazione finanziaria. Avevamo concordato il contratto. Non mi piace ripetere che abbiamo dovuto sostenere un’eredità finanziaria brutta. C’era un budget molto peggiore di quello che sembrava. Si stava procedendo adeguatamente perché sembrava che LaLiga stesse per espandere il “fair play” e avevamo raggiunto un accordo con il giocatore. Stavamo aspettando. Ma c’è stato un momento in cui dovevamo prendere una decisione e l’abbiamo fatto”.

“La motivazione è massima, anzi abbiamo una motivazione in più. Voglio congratularmi con i dirigenti del club perché hanno dovuto conciliare diversi aspetti estremamente difficili. Ci verrà richiesto un livello alto e siamo pronti a raccogliere la sfida in modo che il Barça continui a portare felicità. C’è tristezza di non poter salutare Messi come merita. Volevamo farlo in un modo più bello. È un motivo di tristezza e di delusione. Pensiamo che questa decisione sia stata presa per preservare un club con 122 anni di storia, per questo siamo più motivati”.

“Ieri stavamo facendo gli ultimi colloqui con il padre di Leo. Sono stati due mesi di trattative molto intense. Avevamo raggiunto accordi che non potevano concretizzarsi. Abbiamo pensato che i limiti sarebbero stati più flessibili, ma sapevamo già che stavamo superando il tetto salariale”

Laporta sulle volto di Messi

“Leo voleva restare e non è contento. Tutti volevamo che restasse e ora affronta, come noi, la realtà. Auguro il meglio a lui e alla sua famiglia. Il Barça è la sua casa, ha aiutato ad aumentare tutti i sui record. Come nessuno” .

Jorge Messi ha avuto un atteggiamento magnifico in tutte le trattative e non ci ha chiesto nulla che non rientrasse nella logica. Non ci sono state richieste impossibili. Abbiamo concordato tutto con l’accordo di entrambe le parti ma ciò che non siamo stati in grado di fare è stato materializzare questo contratto”.

“Avrei voluto essere qui con Leo e annunciare che sarebbe rimasto al Barça. Anche a me piace sognare, ma oggi questo non è possibile. La massa salariale è il 95% del reddito totale del club”

“Ho detto ai giocatori che sta iniziando una nuova fase nella storia del Barça e che dobbiamo continuare a vincere senza giocatori del talento di Messi. Massimo impegno e professionalità. Abbiamo cercato di prendere decisioni giuste ed è stato un momento importante. Ho visto le facce dei giocatori e ho chiesto ai leader di dare il massimo, che ci sia un gruppo molto forte. I leader devono guidare questa nuova tappa, accogliendo i giovani giocatori che stanno dimostrando grande talento. Abbiamo attraversato molte fasi e ora hanno un’opportunità storica, una leadership e il massimo supporto”.

“Secondo i nostri calcoli, i nuovi acquisti potranno essere tesserati normalmente. Lo stipendio, meritato, di Leo Messi non è lo stesso di quello degli altri giocatori. Voglio ringraziarli per lo sforzo e speriamo che non ci siano più i problemi.”

“La scorsa stagione abbiamo chiuso con perdite molto significative, ma le previsioni sui ricavi sono incoraggianti. La crescita che abbiamo previsto è molto importante. Per quanto riguarda la massa salariale, l’industria consiglia che il massimo sia del 65-70% e c’è ancora molto lavoro da fare. Il problema sono anche gli ammortamenti. È un peso che abbiamo. La politica salariale sportiva deve essere riorientata e noi lo stiamo facendo. Dobbiamo spingere forte per avere più introiti”. 


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