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Copa America 2019: Messi alla disperata ricerca del primo titolo. Brasile favorito

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Leo messi

Ci risiamo, è ancora Copa America. Spesso si è giocata negli ultimi anni, ovviamente a causa dell’eccezionale edizione per ricordare il Centenario della storica competizione sudamericana, sentitissima da quelle parti. Anche se la si è giocata per due anni di fila, ha vinto sempre la stessa selezione: il paradosso è che in un caso o nell’altro, non si è trattato di Argentina o Brasile, ma del Cile di Sanchez e Vidal. E la cosa ancor più assurda, è che i cileni non sono stati poi in grado l’anno scorso di ottenere la qualificazione ai Mondiali in Russia.

Cile, Colombia e Uruguay: le outsider

Un triplete dei cileni sembra piuttosto difficile, anche se non improbabile: questo perché così come la Colombia stanno vivendo un vero e proprio ricambio generazionale, ma qualche big old style resta e può dire la sua, soprattutto desiderosi di rifarsi dopo la grande delusione dello scorso anno.

Nazionale storicamente ostica è l’Uruguay, che ha fatto incetta di questo trofeo in un secolo di storia, ma che vive anch’essa un periodo di appannamento legato all’avanzare dell’età di alcuni dei suoi maggiori protagonisti. Tutti ultratrentenni, da Godin a Suarez fino a Cavani: non si muove granché a livello giovanile, a differenza invece di selezioni rampanti come l’Ecuador, che ha recentemente vinto il Sub 20 e si candida come stella emergente del futuro a livello continentale

Brasile e Argentina: le due superfavorite

La favorita, come confermano le quote scommesse della competizione sudamericana, è il Brasile. Un po’ perché sono i padroni di casa e questo dalle parti del Cristo Redentore ha sempre un peso importante, anche se le due sconfitte più importanti della storia i verdeoro le hanno patite proprio in casa, col Maracanazo del 1950 con l’Uruguay nella Finale dei Mondiali e nel 2014, col pazzesco 1-7 subito in semifinale contro la Germania.

Verdeoro però che sono anche la selezione meglio assortita in tutti i reparti, presentando qualità in quantità dalla difesa all’attacco, per non parlare della porta saldamente difesa da uno che potrebbe anche candidarsi al pallone d’oro in caso di vittoria: Allison, vincitore della Champions col Liverpool. Il grande assente sarà Neymar, infortunato nell’ultima amichevole e travolto dalla questione stupro in Brasile, per la quale già era in dubbio la sua partecipazione in Copa America.

Chiudiamo con l’Argentina di Messi, a caccia del suo primo titolo con la Nazionale maggiore, clamorosamente vuota la sua bacheca con l’albiceleste fra Olimpiadi, Copa America e Mondiale.

Per la Pulce, inutile negarlo, una delle ultimissime occasioni: 32 anni, un Mondiale che si disputerà quando ne avrà 34 ma soprattutto una Nazionale che vive ancora dei suoi coetanei più che di nuove e promettenti leve: da Di Maria a Aguero, c’è poco altro su cui fondare le proprie speranze. Lautaro sì, Icardi no: la scelta è sembrata ovvia, visto il veto posto dalla Pulce verso l’ex capitano nerazzurro e data anche la stagione negativa di Maurito all’Inter.

Si parte il 14 giugno, venerdì, per terminare il prossimo 7 di luglio.


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